Pubblicato da: donalduck2008 | agosto 15, 2008

Epilogo

13 agosto – 14.10
Toronto Pearson, Terminal 3. Il mio volo è previsto per le 18.25, ma mi trovo già qui perché l’aereo di Julian per Vancouver partiva alle 14.30. L’ho accompagnato al check-in al Terminal 1, e mentre stavamo in fila non facevo che riempirmi gli occhi di quella persona straordinaria, cercando di capacitarmi del fatto che non dovevo farmi domande. Terminato il check-in, abbiamo fatto insieme un pezzo di strada verso lo shuttle che porta al Terminal 3, dopodiché, usciti da un ascensore, abbiamo messo in atto il piano: “No goodbye, just go”. Un abbraccio forte forte, niente baci, niente parole, e via senza voltarci indietro a guardare.

Al momento ha funzionato, ma ora sono seduto a pochi passi dal banco del check-in della British Airways, con il carrellino carico dei miei bagagli, cercando di soffocare contestualmente conati di pianto e un attacco di panico.
Sapessi almeno cosa cazzo fare per far passare 4 ore! Non è il caso di ascoltare musica. Farò qualche giro panoramico spingendo il carrellino. L’importante è che io non pensi.

15.00
Dopo aver mangiato un pacchetto di patatine, mi ero giusto avviato per il giro panoramico quando mi sono sciaguratamente imbattuto nei banchi del check-in della West jet (= viaggio a Vancouver). Maledizione! Questo aeroporto è intriso di ricordi e non vedo l’ora di partirmene. Non riesco nemmeno a farmi venire l’ansia del viaggio, per sopprimere quella del distacco, perché ormai ho preso talmente tanti aerei che mi muovo negli aeroporti come a casa mia.
Un tizio davanti a me sta mangiando un muffin; sembra buono. Andrò a chiedergli dove l’ha comprato.

16.20
Eccomi al gate. Ho fatto il check-in e superato i controlli in cinque minuti: quando cerchi le file per passare il tempo, va sempre tutto liscio! Qui piove a fa freschetto; non riesco a immaginarmi catapultato nel ferragosto bollente come da un altro pianeta. Povero me come mi sento male.

18.00
Finalmente seduto nel Boeing 767. Ho un posto accanto all’oblò. Ho caldo e un mal di testa allucinante; sto malissimo.

19.38
Sorvolando il Quebec. La hostess è già passata per un primo drink: ho chiesto una bottiglietta di vino rosso. “Prieur des Jacobin”, Bordeaux 2006, scolato a digiuno. Mi sento leggermente stordito. Va un po’ meglio. Ascolterò Vivaldi.

[?]
Cena: salmone, farro, insalata e un’altra bottiglietta di vino rosso. Mi gira la testa mentre fuori cala il buio. Va un po’ meglio.

[?]
Pieno Oceano Atlantico. Una lama di luce rossastra taglia l’orizzonte. Forse ho sonnecchiato; ho perso la cognizione del tempo. Sto male a tratti.

[?]
Sorvolando Bristol. Il sole mi punta dritto in faccia all’oblò. Non mi sento stanco, ma totalmente annientato.

14 agosto – 8.29
Giusto arrivato al gate d’imbarco del volo per Roma, previsto per le 9.15; per fortuna le trafile per il cambio di Terminal qui a Londra sono state lunghissime, così non dovrò attendere molto: mi sono rotto le scatole di aspettare aerei. E poi quando aspetto all’aeroporto, associo. Non mi sento per niente stanco, nonostante per me siano le 3.30 di notte e non abbia dormito quasi per nulla. Stranissima sensazione di apnea opprimente.

11.00
Non ci posso credere: sono di nuovo all’aeroporto!! Dopo un’ora e mezza di attesa dentro il velivolo, hanno annunciato che dovevamo cambiare aereo perché il computer di bordo s’era sfasciato. Non ne posso più, sono stanco!

15.30
Stiamo per atterrare. Sarei dovuto già essere a casa da un paio d’ore. C’è una cappa di nebbia sopra i campi. Oddio, sono di nuovo a Roma.

17.45
Ecco la situazione in aeroporto dopo il recupero bagagli: la valigia gigante con la destra, la valigia grande con la sinistra, il borsone alle spalle e la ventiquattrore a tracolla.
Ma che avranno tutti da guardare?! Non sono mai stati fuori casa per quattro mesi? Sarà perché a quella stronza della valigia grande si è rotto il manico allungabile, e perciò sono costretto a procedere sbilenco sudando come un mandrillo?
Sono talmente depresso che attacco bottone con tutti, possibilmente in inglese. Ho addirittura aiutato un’australiana a comprare il biglietto per il treno.
Comunque adesso sono a casa. Mi sembra tutto piccolo, e sto più di là che di qua (in tutti i sensi). Non ho fame e non sono stanco.

Ho trovato una email di Julian. Mi dice che non ha capito bene se dobbiamo rimanere in contatto o no. Quanto lo amo! 😀

15 agosto – 9.30
Mi sono svegliato da poco, già a posto con il fuso orario. Adesso disfarrò le valigie (= buttare tutto per terra), e ne preparerò un’altra per Diamante. Metterò la camicia strappata di Julian nel fondo di un cassetto. Quanto a me, adesso ho bisogno di rilassarmi un po’ e di digerire, e per fortuna non avrei luogo migliore per farlo. Ho recuperato troppo presto il fuso orario, apparentemente riassorbito l’urto ferale e anestetizzato il distacco fatale: preoccupante.

See you soon, America!

Annunci

Responses

  1. Che mesi intensi che sono stati… Spero che la monotonia della vita quotidiana e il costante colare a picco del “sistema Italia” (soprattutto in contrasto colla funzionalità nordamericana) non ti provochino depressione.
    La fase di riaggiustamento dopo il ritorno non è facile. Almeno, per me non lo è stata.
    Buona fortuna.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: