Pubblicato da: donalduck2008 | agosto 7, 2008

Brevissime da Ottawa

Dopo aver portato avanti per tre mesi questo mio blog (e con mia stessa meraviglia! ero certo che avrei lasciato cadere il progetto dopo i primi due o tre post), proprio agli sgoccioli sto trascurando il popolo dei miei aficionados (che anch’essi per parte loro mi hanno lasciato da tempo alla dimensione del soliloquio 🙂 ), con la scusa che qui dove mi trovo non ho il wireless e percio’ non posso usare il mio portatile.

A proposito, ma dove mi trovo?
Sono ad Ottawa (ho foto, ma davvero non mi va di fare tutta la trafila per metterle online), ospite dagli amici italiani che vivono qui da dieci anni. Vivono in una bellissima villetta, in stretta simbiosi con le due figlie (sposate) che passano qui quotidianamente a depositare gli infanti (unica nota stonata, come intende chi ben conosce il mio profondo amore per i bambini…). Ometto aneddoti, descrizioni e impressioni, che sarebbero divertenti, ma davvero non ho modo di stare al computer con agio.

La citta’, peraltro capitale del Canada, e’ una provincia di una noia mortale e con qualche elemento di interesse particolare (che in genere ha a che fare con la natura). Ora capisco perche’ mia sorella, che ha vissuto qui otto mesi, ha deciso che il Canada non era cosa per lei 😀

Domani andro’ a Montreal (gita di un giorno), e domenica si ritorna a Toronto. Passero’ l’ultimo scampolo di questa avventura con Julian (sto contando le ore che mancano a rivederci), percio’ non credo che avro’ modo di scrivere ancora prima di tornare in Italia, ma non manchero’ di notiziarvi una volta reimpatriato. Se tutto va bene, dovrei atterrare a Fiumicino alle 12.40 del 14 agosto (oh my God), in che condizioni di spirito non oso nemmeno immaginarlo.

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Responses

  1. Soliloqui molto interessanti, almeno per me 🙂

  2. come bene scrive sempronia, le tue note di viagggio sono sempre interessanti e,aggiungo, piacevoli anche se rimangono confinate nel soliloquio, perchè i tuoi lettori non hanno considerazioni da aggiungere. Il frequente riferimento al maulomore che ti procura l’idea del ritorno fa capire che il tuo non sarà il classico nostos dei viaggiatori, lieti di rivedere i suoi cari amici e di raccontare a voce, ad essi, le minuzie e le impressioni di incontri e luoghi, per renderli più partecipi delle tue emozioni. E poi bisogna pur coltivare la terra dove sono piantate le proprie radici! Considerato da questo punto di vista forse il ritorno perderà le tinte fosche del nero per assumere magari toni se non brillanti, di grigio.
    A presto, dunque, e con un sorriso.

  3. correggo:<>

    (non c’è o non so far funzionare la possibiltà di richiamare il post per modificarlo?)

  4. correggo:…..lieti di rivedere i loro cari amici e di raccontare a voce, ad essi, le minuzie e le impressioni di incontri e luoghi, per renderli più partecipi delle proprie emozioni.

    ???????????

  5. Ah, la saggezza dei padri… :-;

  6. 😉
    Correggo anch’io: a quest’ora non connetto più.

  7. Talao, Ulisse (quello del nostos per eccellenza) viaggiava per diporto, e in patria l’attendeva la sposa! Io invece ho viaggiato con altre aspettative, e se non vi rendete bene conto dello strappo che sta per subire il mio heart in love e’ colpa mia, perche’ ho parlato con troppo entusiasmo anche di uno stronzetto qualsiasi visto per due minuti su un marciapiedi (tanto da dare l’impressione che io ne abbia “uno in ogni porto”).
    E’ fin troppo scontato che mi mancano gli affetti, e che mi fara’ piacere condividere a voce la mia esperienza di viaggio (superata la fase iniziale di inevitabile mutismo, s’intende). Ammortizzato lo strappo e superato lo shock di ritrovarmi di nuovo nella mia stanza dopo questa che definire ‘esperienza’ e’ riduttivo al massimo, riusciro’ a proiettarmi con un minimo di serenita’ verso gli obiettivi futuri: per il momento, in questo continente. Poi si vedra’.

  8. Caro Pierpaolo, non so cosa penserai di me dopo non aver più ricevuto nessuna chiarificazione riguardo la questione del bagaglio che volevi spedire in Italia via cargo. In realtà dopo averti promesso di farti sapere al più presto ho iniziato una seria di turni di notte che mia hanno completamente azzerato la memoria. Nonostante questa mia ignobile mancanza ho continuato insieme a Giuseppe a seguirti sul blog e superata la fase di decompressione che seguirà il tuo rientro aspettiamo con gioia di rivederti!
    Fabrizio

  9. ciao magi’… beh, che io sia stato tra i silenti è innegabile, ma sappi che ho controllato ogni giorno il tuo blog… sono stato un po’ preso dal lavoro e dai preparativi del mio viaggio… il 21 si parte 😛
    piuttosto… il 21 sono tutto il dì a roma 😛
    quanto allo shock del ritorno, sicuramente lo affronterai meglio di me… una settimana in spagna a me è bastata per svegliarmi in camera mia, parlare con mammà in spagnolo per cadere nel mutismo quando in italiano mi ha risposto “che vuoi?” e avvertire “desertificazione dell’anima” (Luciana Littizzetto docet) quando il mio sgorbio a 4 zampe ha iniziato ad abbaiare all’impazzata alle 7 del mattino… ero davvero tornato a casa… ma questo per un pischello di 21 anni credo sia più che normale 😛
    goditi questi giorni, io aspetterò di sentire il tuo racconto quando tornerai.
    A HUG

  10. E bravo Franz, ce l’hai fatta: te ne vai in Siria! Purtroppo non potro’ proprio resistere fino al 21 in quel deserto bollente che e’ Roma a meta’ agosto, ma immagino che anche al ritorno (quando?) passerai da Fiumicino!
    Divertiti

  11. Faberfamilias, si’, hai mancato in modo davvero ignobile, e alla prossima cena pasta al burro! 😀

    Sto scherzando, e comunque non ci ho piu’ pensato nemmeno io perche’ o mi avevi risposto o ho chiamato io l’Alitalia, non ricordo. Volevano 200 euro. Ma andate a quel paese!

    E poi, ti rendi conto che per trascinarmi dietro quelle c***o di valigie ho incontrato Julian?! Viva l’Air Canada e le mie due pesantissime valigie.

    Provero’ a chiamarvi quando torno, se ci siete. Un abbraccio.

  12. Caro Magister, vedi che effetto che fa il caldo? Non si ha più la forza di alzare nemmeno un dito.

    Qui siamo tuttora in balia della più torrida estate con temperature sahariane e umidità alle stelle in cerca di un riparo qualunque dalla calura. Dentro una folta vegetazione a mo’ di gibbone, o sotto un sasso come uno scorpione o a bagnomaria nella vasca come un mitilo. Purtroppo si boccheggia tutto il santo giorno e si esce, se si esce, solo al calar della notte come i vampiri!

    Ci si scioglie lentamente in questa afa asfissiante e appiccicosa regredendo sempre più ad uno stato subumano condito di sudore, borborigmi, schiaffi alle zanzare che continuamente assillano e saporite grattate di barba e di pancia. E in mezzo a questa sciatteria che si fa? Niente! Si fa il parassita, emergendo ogni tanto dall’oscurità per leggere i tuoi messaggi pieni di curosità, informazioni e “gossip” senza però neppure tentare di spremere una sola goccia di reazione dal nostro unico stanco e affaticato neurone.

    Ma faresti un errore pensando che quello che scrivi non interessa.

    Quindi non facciamo scherzi! Continua a raccontare le tue vicissitudini con il tuo solito humor e la tua solita verve e, ovviamente, non fermarti dopo la conclusione del tuo viaggio. Dopo il ritorno c’è il quotidiano. Dopo il quotidiano iniziano le curiosità. Dopo le curiosità arrivano le novità. Insomma, se ci pensi bene tutta la vita è un unico grande viaggio e questa tua esperienza americana non ne rappresenta che una piccola parte! Ragion per cui adesso che hai iniziato a raccontarci le tue avventure non vorrai mica piantarla lì? Sarebbe come togliere di mano un libro ad uno che lo sta leggendo con gusto. Dico! Non è educato! Non si fa! Continua quindi a scrivere con la tua bella prosa e non preoccuparti dei nostri feedback.

    Un abbraccio 😀

  13. Non ho mai pensato che potessi riferirti ai tuoi incontri come con stronzetti qualsiasi. So per esperienza che ogni incontro ha la sua importanza e lascia sempre il segno. D’altronde è del tutto normale che il viaggiatore abbia un rifugio, un ancoraggio, in ogni porto. Gli incontri sono il condimento del viaggio che si affronta per soddisfare la voglia di conoscenza. C’è sempre un ritorno ma anche la possibilità della ripartenza.

  14. Evviva la mia mancanza allora!
    Purtroppo al tuo ritorno non ci saremo perchè il 13 raggiungo Giuseppe per qualche giorno in quel di Barletta. Fatti vivo quando torni da Diamante!
    Faber


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