Pubblicato da: donalduck2008 | luglio 18, 2008

Patire la fame e altre avventure a Toronto

Se dovessi farmi le analisi del sangue oggi stesso, credo che mi metterebbero a dieta coatta per denutrizione (con tutto il rispetto per chi e’ denutrito davvero, permettetemi l’iperbole – anche quella del titolo). Ormai mi sono abituato a saltare del tutto il pranzo (il break di mezz’ora e’ francamente troppo ridotto per correre nell’undeground, comprare il sushi, mangiare il sushi, perdermi nell’underground e tornare in classe), e given that da quando sono tornato da Vancouver non riesco ad alzarmi presto sto saltando anche la colazione (a parte il mio caffe’, che non manca mai). La cena preparata dalla mia landlady e’ qualcosa di inenarrabile… Per disperazione, per domenica mi sono offerto di cucinare io: ordinero’ gli ingredienti e passero’ il pomeriggio in cucina, pur di mangiare qualcosa di commestibile.

Tuttavia, nonostante il penoso stato delle mie membra che richiederebbe una lunga cura di sano cibo italiano, l’aver realizzato che manca meno di un mese al mio ritorno mi ha gettato nello sconforto. Per tirarmi su il morale, ho appena fatto un nuovo biglietto aereo: tre giorni a Chicago (26-28 luglio).
Ho anche accettato, sempre nella speranza di rasserenarmi e di captare qualche forma di energia universale che mi illumini (d’immenso), di seguire la mia landlady (la padrona di casa, la folle che si fa lo shampoo sotto la pioggia) ad una lezione di “hot yoga”, cioe’ yoga praticato dentro una sauna. E io che pensavo che lo yoga fosse una sorta di quieta meditazione trascendentale!
Pur di non darmi per vinto davanti al gruppo, mi sono sottoposto ad un’ora e mezza di stretching, posizioni indescrivibili ed equilibrismi improbabili, mentre perdevo litri di sudore e mi ballavano gli occhi. E il tutto con le uniche energie tratte da una specie di “bistecchina di maiale” che sapeva di ketchup (ma e’ cosi’ difficile condire gli alimenti in maniera _civile_? Scusate ma sto diventando intollerante e non riesco proprio a vederla come una differenza di cultura), certi cavolini di Bruxelles duri come pietre e una patata bollita con sopra il burro. Stavo per collassare.
Bene, almeno mi sono tolto la curiosita’ dello yoga e ne ho dedotto che non e’ cosa per me. La prossima volta che ho bisogno di svagarmi me ne andro’ in piscina e mi rilassero’ alla maniera occidentale. E se non salto di nuovo su un aereo della Westjet per volare in quella citta’ stupenda a stringere il mio Julian, e’ solo perche’ non ho piu’ il coraggio di fare una insana pazzia: ormai posso farne solo di quella sana e ordinaria.

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