Pubblicato da: donalduck2008 | luglio 17, 2008

Pagaiare e pencolare a Vancouver

Dopo essere rimasto a letto fino a mezzogiorno col pigrone di Julian, cosa c’e’ di meglio per iniziare la giornata? Ma una bella coazione, naturalmente 😀
Una confezione di squisitissimo salmone affumicato che ci e’ durata per quattro giorni; lamponi freschi; marmellata di fragole preparata dalla madre; uova sbattute; toast con formaggio; certi dolcetti del posto, e l’immancabile espresso preparato con la mia moka personale che si sta facendo il giro del Nord America.

Ed eccoci in macchina diretti in un loco ameno dove si va in canoa. Siamo passati dal noto ponte che collega due parti della citta’ separate da un braccio dell’Oceano. Le strade sono ampie e alberate. E dopo un po’ si arriva a Deep Cove, una baia circondata da montagne, con case spettacolari lungo la costa e un porticciolo con un noleggio canoe.
Julian ha le braccia il triplo delle mie e con le sue pagaiate mi semina sempre dietro di lui, salvo precipitarsi indietro e attaccarsi alla mia canoa quando vede avvicinarsi un motoscafo perche’ ha paura che le onde gli rovescino lo scafo. Poi mi chiede un pezzo di cioccolata (io ho la responsabilita’ della busta del cibo e dell’acqua, semmai la sua canoa si dovesse rovesciare…) che ha comprato per me (sfotte, perche’ sa benissimo che non mi piace la cioccolata), e tutto contento si allontana di nuovo, ma non troppo da non potermi fare una foto.
Il tempo a nostra disposizione sta scadendo e noi dobbiamo tornare a restituire la canoa: siamo in ritardo e lui mi semina del tutto, diventando ormai un puntino all’orizzonte. Meno male che io non ho paura delle onde… Al mio arrivo lui e’ gia’ sulla spiaggia che mi aspetta facendo ciao con la manina: e’ decisamente un adorabile paraculo 😀

Dopo avermi rabbonito con baci e abbracci davanti a tutti (questa cosa mi fa impazzire), ci rechiamo in un altro loco ameno chiamato Lynn Canion: un parco con un fiume e delle cascatelle, la cui attrazione principale e’ costituita dal Suspencion Bridge, un ponte sospeso sul burrone tramite corde d’acciaio. Si arriva al centro, si staziona, e ci si diverte a pencolare un po’. Una coppia si e’ offerta di immortalarci, e il risultato e’ uno splendido quadretto che adesso e’ lo sfondo del mio desktop. Casualmente i due erano tedeschi, e cosi’ ho potuto udire Julian conversare nella sua seconda lingua d’origine: che maledetta invidia! Non bastera’ un perfetto inglese per sanare la mia frustrazione di non saper parlare almeno quattro lingue.

E al ritorno, una nuova esperienza tipicamente americana: McDonald senza scendere dalla macchina. Si ordina da un citofono, si paga allo sportello piu’ avanti e si raccoglie la busta col cibo in un ulteriore sportello. Una goccia di ketchup sulla maglietta bianca, e via a casa nella fresca sera vancouverina. Qui non si arriva mai oltre i 27 gradi, nemmeno in piena estate!

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