Saro’ succinto.
Dopo essere partito da Vancouver alle 23.35 di ieri sera, sono arrivato all’aeroporto di Toronto alle 7 grazie a tre ore in piu’ di fuso orario. Naturalmente non ho dormito neanche mezz’ora e mi sembra di star vivendo un unico interminabile giorno (sensazione stranissima). Sono venuto dritto a scuola, dove ora mi trovo in pausa, interrogandomi su come faro’ a sopravvivere ad altre quattro ore di lezione (ne ho gia’ superate due). La buona notizia e’ che come pranzo, anziche’ correre a comprare il sushi nei meandri del sottosuolo, ho un panino al salmone preparato da Julian; ci sono anche dei biscottini.
Vancouver e’ una citta’ da sogno, tra mare e montagne. Ho passato cinque giorni ad altissima tensione emotiva. Sono stanco morto, anzi, disfatto. Magone insostenibile. Nello zaino, oltre al panino al salmone, circa duecento foto e una camicia con uno strappo nella manica.