Oggi pomeriggio c’e’ stato un thunderstorme e la mia padrona di casa, che e’ una pazza, ha suggerito a tutti di vivere una “tipica esperienza canadese”: la doccia con shampoo sotto la pioggia.
Vai a sapere se sia davvero un costume locale! Non credo lo sia per i nostri vicini, che si sono affacciati per fotografarci, mentre ci docciavamo a piedi nuda per la strada.
A dire il vero un paio di foto le ho fatte anch’io… UNA e DUE.
Licet insanire !!
Per il resto, stamattina ho avuto la mia prima lezione, e la scuola si conferma eccellente. I compagni di tutte e tre le mie classi sono gradevoli, alcuni parlano veramente bene, e ho pure incontrato una italiana di Milano disperata perche’ in sei mesi di soggiorno a Toronto non ha conosciuto un solo connazionale (ma com’e possibile?!). Sei ore pero’ sono davvero pesanti, soprattutto considerato che ho solo mezz’ora di intervallo per mangiare. Io e una francese siamo scesi nella citta’ sotterranea (di cui assolutamente dovro’ parlare in futuro) in cerca di cibo, e naturalmente ci siamo persi nel labirinto, per ritornare in classe con un quarto d’ora di ritardo.
Non so come il mio organismo riesca a sopravvivere alla cucina di casa e ai pranzi fugaci e pressoche’ inesistenti, ma per adesso va avanti senza dare segni di disappunto. Questi canadesi mangiano in una maniera assolutamente disgustosa, indescrivibile, per non dire vomitevole: gli americani al confronto sono dei buongustai.
Sto studiando di buona lena e visto che con lo speaking e, in parte, con il listening non posso fare piu’ di quello che sto gia’ facendo, cerco rabbiosamente di arricchire il mio vocabolario, anche se su 20 parole o idioms o costruzioni che incontro ed evidenzio con le mie pennuzze colorate riesco a ricordarne solo un paio. L’eta’! Oggi pero’ alla prima simulazione della sezione reading del TOEFL ho fatto solo quattro errori…
E domani (mercoledi’) preparero’ il borsone. Giovedi’ attendero’ le prime due ore a scuola e poi direttamente al Pearson International. Mi giunge voce che mi aspetta una coperta sulla spiaggia per ammirare il tramonto sul Pacifico… ma io non riesco che a pensare ad un aeroporto e ad un angelo biondo che mi chiama “Pierpi” con un accento inimitabile.