Partiro’ dalla fine…
Aspettavo la metropolitana alla stazione Downtown Crossing della Orange Line, e un nero avanti con gli anni dalla voce profonda e stanca stava cantando qualcosa tipo blues e suonando la pianola. Alcune persone gli stavano attorno; io mi sono seduto accanto a lui, ancora scioccato dai miei miseri due giorni e mezzo a New York. Ad un tratto l’uomo ha iniziato a cantare un motivo per bambini, qualcosa del tipo “if you are happy and you know, clap your hands”, e le persone nella metro hanno iniziato a ridere e battere le mani a tempo. Poi l’uomo ha cambiato motivo, e forse per la prima volta in vita mia ho desiderato che la metro non passasse troppo presto (anzi no, la seconda: la prima e’ stata alla stazione della metro di Harvard quando stavo ascoltando un giovane che suovana le suites di Bach al violoncello). Che sensazione indimenticabile.
E quanto a New York?
Gli aggettivi si sprecano e rischierei davvero di essere banale e ovvio. Avevo detto che non mi sentivo particolarmente attratto dall’idea della Big Apple, e la realta’ mi ha clamorosamente smentito. Per dire qualcosa di originale (forse), potrei scrivere che e’ stato come entrare in un bagno turco: dopo, ti senti cambiato. Assolutamente sconvolgente, se le permetti di sconvolgerti. E dire che non ho fatto davvero niente di particolare!
Dunque cerchero’ di andare per ordine, anche se domani m’involero’ in Canada e saro’ un po’ precario per qualche giorno. Nelle prossime puntate leggerete, fra l’altro:
- come perdersi nella metropolitana di New York (un classico);
- come vivere un’esperienza hitchcockiana;
- come essere investiti da un fortunale mentre siete nel traghetto di ritorno dalla Statua della liberta’;
- come passeggiare per la Settima strada sud e imbattersi del tutto casualmente nel gay pride;
- come seminare un compagno di viaggio che poco si confa’ ai vostri desideri;
- come farsi venire un colpo di fronte ad un teatro;
- come farsi mangiare 20 dollari dalla macchinetta dei biglietti della metro;
- come fare uno dei migliori affari della vostra vita.
mi sai dire che documenti servono fare per vivere a New york?
Da: valentina su novembre 6, 2008
alle 11:29 am
Non puoi vivere a NY e in nessun altro posto in America se non hai un visto. Il visto te lo danno principalmente se trovi un lavoro lì e il tuo datore di lavoro è disposto ad assumere un lavoratore straniero (le spese del visto sono a carico suo) oppure se stai partecipando a un programma di studio (dottorato di ricerca, per es.). Naturalmente i visti sono temporanei (finito il lavoro o lo studio, devi reimpatriare). Altrimenti, senza visto, puoi stare in America al massimo 90 giorni. Ti consiglio di collegarti al sito dell’Ambasciata americana a Roma e leggerti bene la pagina dedicata ai visti.
Da: donalduck2008 su novembre 6, 2008
alle 2:16 pm
Ah, anche a te l’MTA ha mangiato 20$?
Io gli ho rotto le palle così tanto sia in loco (a telefono e compilando l’apposito modulo) sia scrivendogli e-mail a casa, che alla fine sono stati costretti a spedirmi un assegno… a quel punto era diventata una questione di princpio. Fra l’altro, ottusi come muli… uno dei lati negativi dei nordamericani.
http://i.imgur.com/ii0vP.jpg
Da: flapane su aprile 5, 2011
alle 8:35 pm
Non a me, ma al mio amico colombiano
Ma hai fotografato pure la lettera dell’ATM ??!!!
Da: donalduck2008 su aprile 6, 2011
alle 10:32 am
La fotografai tempo fa, quando arrivò, per prendere in giro un amico riguardo una cosa, quindi me la trovavo già nell’hard disk.
Da: flapane su aprile 6, 2011
alle 1:24 pm