Lo so che state boccheggiando per tutto lo stivale, ma non e’ per suscitare invidia che vado a dirvi che qui c’e’ stato un thunderstorm di proporzioni epiche, e oltre a essere uscito col giacchetto dormiro’ verosimilmente col piumone.
Nonostante sentissi i tuoni appropinquarsi, sono uscito comunque per compiere i miei bravi doveri e piaceri da amico fedele. Ho preso la Red Line e poi la Green Line diretta alla Galleria (il centro commerciale su tre piani gia’ menzionato), ma quando la Green e’ uscita in superficie… oh my God! Buio totale, tempesta di vento, tuoni lampi e pioggia in orizzontale. Al capolinea della metro, tutti come pulcini sotto l’ampia tettoia: impossibile uscire per strada. Ma ecco che la pioggia diminuisce di intensita’: apro l’ombrello e mi dirigo verso la Galleria. Vento pungente, strade allagate e pozze ovunque. Ad un certo punto, un lago fra strada e marciapiedi: ed ecco i Bostonians, coi loro sandali, immergersi fino ai polpacci, stile anfibio. Io che indosso modeste Reebok da ginnastica bianche serpeggio da un marciapiedi all’altro per non dover guadare, finche’ finalmente entro nello shopping center dove, manco a dirlo, c’e’ l’aria condizionata a palla. Sono pazzi!!
I primi due piani non fruttano nessuna buona idea, ma ecco che adocchio un altro magazzino Macy’s: avranno qui le famigerate canotte bianche Polo Ralph Lauren taglia small? Ma si’, le hanno! Faccio incetta di canotte e alla disperata ricerca della small di una bella polo bianca Timberland a prezzo stracciato ($19), getto un’occhiata a quella indossata dal manichino. Come volevasi dimostrare: small. Ecco dove le mettono! Certo, qui sono tutti oversized…
Chiedo alla commessa se sia possibile denudare il manichino, e lei molto gentilmente mi invita a fare da me. Si tratterebbe di sfilare la maglietta dalla testa, ma ci sono le braccia che andrebbero sollevate verso l’alto: non resta che provare. Mentre cerco di rotare il braccio sinistro, ecco che il medesimo mi rimane in mano. Bene, amputiamo pure il destro! Lo so che non e’ stato molto “polite”, ma con le braccia per terra (non in senso metaforico) me ne vado nelle fitting rooms (i camerini) a provare l’agognata preda. Non ci posso credere, e’ troppo larga! E avevo pure svestito il manichino… di certo non gli rimettero’ le braccia.
A proposito di fitting rooms, avete presente quando vi chiudono in uno stanzino claustrofobico, in cui quando vi calate i calzoni dovete fare gli equilibristi come le gru, e se vi chinate di culo urtate con la testa la parete opposta? Qui in genere gli stanzini sono grandi tanto che potete trovarvi un cartello con scritto di non entrare in piu’ di uno (??!!), c’e’ la panca per sedersi e stampelle dove appendere i vostri abiti, specchi per pavoneggiarsi a 360* e moquette per camminare senza scarpe. Questi da Macy’s sono preceduti da un salottino con maxischermo, dove chi aspetta le prove del suo lui o della sua lei puo’ seguire le partite o le news.
Alla cassa, un ragazzo prima di me si presenta con lo scontrino: dovra’ cambiare un capo. Tira fuori una roba nera dalla busta, la cassiera col sorriso spianato la prende, apre la cassa e… gli consegna 20 dollari. Ma porca miseria, questa si’ che e’ fantascienza! Non posso fare a meno di pensare al film di Verdone: “Mi hanno dato un buono. Che significa?”, e la sora Lella: “Che te la sei presa ‘nder culo!” :D
E adesso, urgente per il MAJOR: va bene lo stesso bianca col numero verde?