Posted by: donalduck2008 | Giugno 3, 2008

Esperienze diverse di un fine settimana non proprio qualunque

IL CONCERTO
Dopo aver appreso dall’Improper Bostonian di un concerto gratis giusto a due passi da casa, sono andato a sentire di che si trattasse: scuola di musica a Cambridge, con una sala concerti degna di un auditorium, tutta di legno, acustica perfetta, balconata come nei vecchi cinema. Suonavano due pianisti dell’Est Europa, musica per due pianoforti. Esecuzione davvero pietosa, ma ho gradito l’ambiente e l’idea di trovarmi ad un concerto a Boston (e la Petite Suite di Debussy e’ sempre incantevole anche se suonata da cani). Forte dell’esperienza dell’IMAX Theater, ho scelto un bel posto nonostante dietro ci fossero due bambini, che infatti puntualmente non hanno fiatato per due ore (ma come diavolo fanno a educarli cosi’?). Tra il pubblico, molto informale, spiccava una specie di matrona russa, che a un certo punto ha sfilato il piedone dalla scarpa e lo ha poggiato sulla sedia di fronte: a giudicare da come snocciolava le dita, stava parlando con l’amica delle sue unghie smaltate. Quando e’ entrata la coppia di pianisti un anziano seduto accanto a me mi si e’ avvicinato all’orecchio e ha detto “She’s my daughter”. “Congratulations!”, ho risposto.

LA TELEFONATA AL CALL CENTER
Dovendo cambiare profilo tariffario, ho chiamato il numero gratuito, rassegnandomi all’idea di dover provare almeno 10 volte prima di decifrare la voce registrata. Sorprendentemente quest’ultima mi e’ parsa abbastanza chiara, ma ecco arrivare il momento delle opzioni: mi aspettavo che mi venisse chiesto di digitare dei tasti, mentre invece qui per procedere nel percorso automatico bisogna dire delle cose a voce. Imbarazzato dall’inaspettata novita’, sono rimasto in silenzio, in attesa della nuova opzione, che pero’ non ho ben capito. Silenzio. A questo punto la voce ha cambiato tono e, stizzita, mi ha detto qualcosa che mi e’ suonata come “Insomma, che cazzo vuoi?”. Pietrificato da tanta avanzata tecnologia, non sono riuscito a pronunciare una parola, finche’ la voce con tono di compassione mi ha detto qualcosa del tipo “Ok, ricominciamo daccapo”. A questo punto sono riuscito a rispondere e dopo pochi secondi mi e’ stato passato l’operatore, con cui ho magicamente interloquito senza troppe difficolta’. Che stress.

CENA PRIMA A CASA DI GENE
Forse non avevo ancora scritto che, coerentemente al fatto che qui tutto e’ sovradimensionato, anche il foro del lavello e’ di proporzioni a noi ignote (anche tre volte il nostro), e a volte puo’ nascondere sorprese… Il caro Gene stava giusto spremendo un limone, quando dopo aver finito ne ha gettato dentro il lavello la scorza, che inesorabilmente e’ rotolata dentro il foro di scolo. Ma vi immaginate un limone dentro il tubo di scarico del lavello?? Da povero provinciale ho subito lanciato un’espressione di sgomento, ma lui senza scomporsi troppo mi ha invitato a premere un pulsante… ed ecco che qualcosa dal suono simile a un tritatutto ha iniziato a vibrare dentro le viscere del tubo di scarico. Immantinente ne e’ fuoriuscito un gradevole profumo di limone. Il padrone di casa mi ha guardato sorridendo e ha detto, fiero: “garbage disposer”. Che roba da marziani.
Ma che ne pensate delle patate blu? Purple potatoes. Buone!
Questa invece si chiama “Boston salade“, e si raccoglie con le radici altrimenti si fa subito moscia.
Infine, il film. Gene e’ fissato con Giulietta degli spiriti (vai a sapere perche’), ma guardate l’unico film italiano che abbiamo trovato al videonoleggio!

CENA SECONDA A CASA DI GENE
E finalmente gli scallops! Gene e’ andato a comprarli apposta per cucinarli a casa, e ho potuto seguire la semplice preparazione. Vanno messi in una padella con un fondo di olio, lasciati cuocere per 3 minuti in attesa che si formi una crosticina, poi si girano, altri 3 minuti, e sono pronti. Tutto qui. Sono buonissimi e il sapore ricorda molto la seppia. Non si direbbe mai che si tratta di una conchiglia. A questo punto me le faro’ pure io! Costano circa $1 l’una.
Abbiamo cenato nel giardino, da cui peraltro si sente il mare, e ho potuto conoscere le vicine di casa: due signore entrambe separate, che si sono presentate volteggiando in vestaglia, e che per spirito di emulazione hanno acceso delle candele nella loro parte di giardino e si sono messe a fare salotto. Facevano tanto Desperate housewives!
A proposito di mare: presto in arrivo foto del suddetto loco ameno.

Risposte

Un uomo di mondo come te non conosceva il tritarifiuti?
Mi fai certe figure all’estero… :-)

bacioni

Dimenticavo.. l’esperienza del call center dev’essere stata davvero unica!
Sicuro che non fosse anche all’inizio un operatore, messo lì per divertirsi alle spalle del primo gonzo? :-)

Ho avuto l’occasione di vedere all’opera l’orribile tritarifiuti durante il mio viaggio negli States nel
lontano 73……. ( novecento73 eh non 1873).

Devo riconoscere che anche io rimasi turbato dal veder rovesciare resti di cibarie (ossa comprese) giù per lo scarico del lavello. Ricordo che, mentre assistevo all’operazione in preda ad una lieve inquietudine, congetturavo che la mostruosa efficienza dell’oggetto nel ridurre in poltiglia qualunque cosa, unita alle preoccupanti dimensioni del foro di scarico avrebbe permesso di far transitare tranquillamente dal buco (spingendo un po’ ;) suocere bisbetiche, mogli impossibili, pargoli iperattivi e rompiballe patentati.

Naturalmente da quel momento feci di tutto per
essere carino e compiacente con la padrona di casa.

Devo dire però che, nonostante l’indubbia efficienza tecnologica dell’oggetto, la mia preferenza ancora una volta va ai nostri cari semplici lavelli corredati di italianissimo sturalavandino a ventosa. ( Che, per inciso, funziona egregiamente anche come deterrente per suocere velenose, vicini molesti e piazzisti
petulanti, posto che lo si impugni dalla parte giusta e si faccia chiaramente intendere dove si intende cacciarlo). :D

Non ci hai detto se vi è piaciuto “Caterina va in città”. Io lo guardai un paio d’anni fa e lo trovai simpatico e originale. Gene è riuscito a capirne il senso?

Insomma, qui tutti conoscevano il tritarifiuti tranne il sottoscritto (anche Olga, che me lo ha detto in privato per delicatezza :D ).
Il film lo avevo gia’ visto tre volte (molto molto carino), ma interessante in inglese. La battuta “Ma cosa ti sei messa, broccolation?” in inglese e’ diventata “eau de cauliflower”. Mi e’ sembrato che Gene abbia capito il senso ma non so se lo vedrebbe tre volte pure lui!
Ah, l’insalata si chiama “Boston lettuce” e non “Boston salad”.
Atticus, i tuoi commenti sono sempre imperdibili :D

posso capire la meraviglia del povero provinciale in America di fronte al tritarifiuti che appoltiglia ogni cosa..il poverino a casa sua ha un lavello che non riesce a deglutire nemmeno un semino rinsecchito di limone stagionato.quando il lavello comincia ad ingozzarsi e a ruttare come un umano con ernia iatale…a casa tutti col fiato sospeso….oh, cielo, ha ricominciato…e giù litri di purga!!!

Ma come Pier, non sapevi del tritarifiuti? Ricordo che nel film i Flinstones al suo posto usano una specie di maiale piazzato sotto al lavello e che ad un certo punto si blocca perchè aveva ingoiato un osso intero!!! :D

Ma davvero mi assicuri che le purple potatoes sono buone, o le mangerebbe solo uno simile al tritarifiuti dei Flinstones? :P

Si’ sono buone o meglio… diverse, e [cit] non sono cipolle di Tropea :D

E comunque ora vediamo se ho fatto la parte del provinciale a stupire anche di questo. Siamo appena andati a fare la spesa in un supermercato chiamato “stop & shop”. Alla cassa non siede nessuno: si passa la card del supermercato, poi si iniziano a passare i prodotti come farebbe una cassiera; se il prodotto e’ imbustato di persona e percio’ senza codice a barre (es. due mele), c’e’ un sistema per selezionarlo fra tante figurine. La merce finisce sul nastro trasportatore che… la manda verso buste gia’ aperte. L’ho detto da quando sono atterrato che questo e’ un paese di alieni :D

Ehm… Il sistema è molto simile a quello già in uso in Italia da almeno un paio d’anni in parecchi supermercati (ad es. Auchan)….. :-)

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