Pubblicato da: donalduck2008 | maggio 29, 2008

New England school of English (NESE): dove (non) studiare inglese a Boston

Qualcuno intelligentemente ha detto che le lingue non si studiano ma si parlano; se però decidete di agire come tutti i comuni mortali e investire dei soldi in una scuola e’ meglio sceglierne una decente, percio’: se avete intenzione di studiare inglese a Boston, NON andate alla New England School of English (NESE), Harvard Square, Cambridge, MA.

Alcuni buoni motivi per non studiare in questa scuola:

1. Si tratta di una grossa scuola che in periodi di piena raccoglie centinaia di studenti ——> ambiente dispersivo e nessuna attenzione all’individuo (nonostante, c’è da ammetterlo, il personale amministrativo è sempre assolutamente gentilissimo e disponibilissimo).
2. La location è estremamente vantaggiosa (uscita metro Linea Rossa Harvard, nel bel mezzo di Harvard Square), ma la scuola è situata in un edificio chiamato “The Garage”, al cui interno al pianterreno ci sono alcuni ristoranti (tra cui il “Boston Chowda”) che emanano un olezzo intollerabile, e negozi di vario genere (ce n’e’ uno di dischi ed LP che potrebbe essere il sogno di molti italiani). E vabbeh, turatevi il naso e cercate di non vomitare.
3. Il sito internet della scuola è fatto in modo tale da suscitare credibilità e affidabilità al 100%, ma non dice la cosa essenziale riguardante la didattica, cioè che il metodo didattico seguito e’ quello grammaticale tradizionale: l’insegnante spiega la grammatica e gli studenti tacciono e fanno gli esercizi. Che è esattamente il modo in cui NON si insegna una lingua straniera. In realtà per rifarsi del silenzio c’e’ la seconda parte del corso, cioè la seconda ora e mezza (Listening and Conversation), ma come sanno gli addetti ai lavori l’insegnamento induttivo della grammatica di una seconda lingua dovrebbe essere una conquista consolidata da decenni.
4. Il libro di testo (Azar) e’ absolutely boring, chiaro quanto a grammatica ma gli esercizi sono monotoni e di una noia mortale. Molto meglio quello che mia sorella usava in Canada, e che fortunatamente ho portato con me.
5. Per essere inseriti al giusto livello (10 in tutto) si deve superare un estenuante “assessment” composto di 50 domande a cui rispondere mentre si ascolta una cassetta, 100 domande di grammatica, e un componimento scritto. Nessuno parla con te per conoscere le tue personali esigenze (cosa davvero scandalosa, visto che l’assessment deve sempre prevedere un colloquio a tu per tu, ma qui non lo fanno appunto perché gli studenti sono troppi); i test vengono inseriti in una macchina per la correzione automatica (del resto qui si ha l’impressione di essere un numero piu’ che una persona). Naturalmente sono permessi cambi di livello se dopo la prima o le prime lezioni si ritiene di non essere stati inseriti nella classe giusta. Una brasilera che aveva iniziato con me ha cambiato livello 3 volte in una settimana (questo tanto per far capire quanto sia efficace l’assessment…). La cosa positiva e’ che si viene inseriti in due livelli diversi per la Grammatica e la Conversazione: io per es. sono stato messo al settimo liv. di grammatica e al quinto di conversation. L’insegnante del quinto, dopo la prima lezione, mi ha strongly recommended di passare al livello superiore, ma ho preferito rimanere li’ perche’ la classe mi e’ sembrata buona e, da insegnante, so che una buona classe di livello inferiore e’ piu’ istruttiva di una cattiva classe di livello superiore.

In una scuola di lingua americana o canadese almeno la metà della popolazione studentesca e’ costituita da orientali che, a parte la loro ritrosia ad allacciare rapporti con altre stirpi (ma del resto anche i tedeschi della mia scuola stanno sempre per i fatti loro), in genere parlano poco in classe e quando parlano non si capisce una mazza. Dico davvero! Se capitate a fare attivita’ didattiche in coppia con un asiatico, siete condannati al monologo. Parlano l’inglese come fosse la loro lingua, cioe’ a scatti repentini e dentro la bocca (qui direbbero “mumbling”).

Esperienza personale (segnatamente per i gay che desiderano studiare inglese a Boston in un ambiente loro confacente).
Il mio insegnante di grammatica e’ il tipico americano sui 55-60. Fa un uso eccezionale della lavagna ed e’ di eccellente chiarezza nelle spiegazioni (ho imparato molto in questo), ma per il resto e’ squisitamente ottuso. Americano, appunto. Per un mese non ha fatto che ripetere, con un certo compiacimento, che l’inglese e’ una lingua illogica perche’ ad es. posso usare could sia per un passato sia per chiedere cortesemente, senza pensare che se desse un’occhiata a una storia della lingua inglese o a una grammatica seria magari troverebbe la spiegazione scientifica di questo fenomeno che non è affatto illogico (questo e’ piu’ o meno l’errore che fanno i miei (ex) colleghi in Italia quando dicono agli studenti che l’uso delle preposizioni italiane e’ illogico e non si puo’ spiegare: un processo linguistico e’ sempre spiegabile, anche se poi non e’ necessario farlo per insegnarlo). Ha tacciato le lingue europee di barbare complicazioni perche’ noi possediamo il genere del nome, e proprio non si capacita di come “finestra” possa essere femminile! Inutile fargli osservazioni sofisticate: mentre spiegava lo stative passive, ho provato a osservare che se dico “the door is closed” a me non sembra un passivo, perche’ qui il predicato verbale e’ solo to be e non include il participio, percio’ il passivo mi sembra un’illusione ottica… Volevo solo stimolarlo a qualche interessante osservazione squisitamente terminologica, ma e’ come se avessi parlato in (c)ing(a)lese.

Un po’ di tempo fa stava parlando di Provincetown, la nota località gay del Cape Cod, e ha osservato che diversi studenti fanno ritorno dall’allegra cittadina scioccati per l’eccessiva e discoperta presenza di gay. Il buon uomo in un caso del genere avrebbe potuto cogliere l’occasione per fare una lezione di civilta’, ma sapete cos’ha detto? Che ci consigliava di andare a Provincetown, perche’, anche se ci sentissimo a disagio con i gay, potevamo limitarci a dormire li’ e poi andare in giro altrove.
INAUDITO !!
Per fortuna qui tutto e’ sottoposto a valutazione, e naturalmente non me ne sono stato zitto (purtroppo in classe, al momento, non ho potuto replicare, perché il mio inglese ancora non mi permette tutta questa dialettica). Ecco quello che ho scritto giusto oggi nella valutazione finale dell’insegnante (domani finisce il primo ciclo):
“Just a remark. It would be better not to have to hear sexist and homophobic jokes and comments, given that some gay guy could be in the class and feel strongly uncomfortable. This is absolutely unacceptable in an international school, especially in Boston and especially at Harvard. You were supposed to pay more attention to this kind of diversity”.
Chiaro, no?

Anche in questa scuola, come ovunque, c’e’ il “Language partner program” (se ad es. sei italiano, la scuola ti mette in contatto con un nativo che sa e vuole praticare l’italiano, voi vi incontrate e parlate per un tot tempo in inglese e per un tot tempo in italiano). Io avevo fatto la domanda, e nonostante tra le preferenze avessi scritto MALE mi hanno dato una FEMALE (che stronzi!), la quale dopo tante chiacchiere per email mi ha solo fatto perdere due settimane per dirmi che era occupata. Cosi’ ho chiesto di assegnarmi un altro partner: altra female, che a loro detta doveva essere ansiosa di praticare l’italiano, e che poi mi ha dato appuntamento per 10 giorni dopo. Ma vaffanculo !!

Cosi’ ho mandato al diavolo il language partner program, e per fortuna alla fine ho incontrato Gene…….

Come ho scritto all’inizio: l’inglese non si studia, si parla.


Risposte

  1. Quella dell’ “illogicità delle lingue” e delle “eccezioni” è una vecchia storia. Di queste scappatoie per non approfondire le questioni sono piene le grammatiche tradizionali. Fortunatamente gli attuali approcci alla grammatica si basano teorie innovative, che trovano una spiegazione a ogni fenomeno, come è normale che sia…
    P.S.: Voglio sperare che oltre al libro di surta hai portato anche i miei…

  2. Ups! I tuoi sono rimasti sopra il pianoforte :D
    Preparati: al ritorno parleremo SOLO in inglese. Sentirai che slang :D

  3. L’idea di immaginarti seduto in aula ad ascoltare compunto lezioni di grammatica (anche se di lingua inglese) come un diligente scolaretto mi provoca, non so perchè, una sensazione a metà fra l’incredulità e l’ilarità pensando che, non convinto dalle spiegazioni dell’ignaro docente, tu possa, prima o poi, alzare la manina per sollevargli obiezioni o interrogativi tali da far impallidire un accademico della crusca.

    Facci sapere quando ciò accadrà (perchè accadrà prima o poi vero?). :)

    Saluti dall’Italia.

    (PS – Ma il tuo Gene lo sa che, prima o poi, dovrà fare i conti con la tua smisurata cultura e con il tuo omerico appetito?)

  4. Atticus, davvero mi sopravvaluti troppo :D

    Quanto a Gene, il mio poco sapere si tace di fronte al suo inglese (che invidia!), e lo stomaco mi si e’ cosi’ ristretto che dopo un piatto di pasta sono gia’ sazio !

  5. ma..non puoi cambiare scuola? surita non sosteneva che i corsi tenuti nelle università sono più seri?la relazione sui tuoi viaggi è gradevolissima

  6. Surta, oltre a darti i libri buoni, ti aveva anche consigliato come scegliere delle buone scuole!!!
    Hai vissst!

    Propongo una cosa: SCRIVI IL PROSSIMO PEZZO IN INGLESE

  7. Oddio, il blog in inglese NO !! Questa e’ l’unica possibilita’ che ho per esprimermi compiutamente senza dover fare i conti con le angustie del mio vocabolario e i maledetti phrasal verbs! Sono centinaia e sembrano tanti mostriciattoli. Vi sconfiggero’, meschino esercito di alieni!
    E poi ricordati che il mio intake e’ limitato, ci ho un’eta’, non posso bombardarmi con troppo input, mica e’ facile mettermi in testa una seconda lingua quando parlo solo la prima da 37 anni!

  8. Sei così confuso che non ti ricordi nemmeno di avere 27 anni.. :-)
    Come si dice Touché in inglese?

  9. A volte mi conviene darmene di piu’ :D
    e comunque, per surma e Cornelia: siete sicure che avrei potuto frequentare un corso in un’universita’ con un soggiorno di soli due mesi? Mi pare che ne avevamo gia’ parlato…

  10. A proposito di verbi frasali ed altre amenità che immagino incontrerai di continuo durante il tuo soggiorno Bostoniano ( Gene non sarà 24 ore si 24 a portata di mano immagino) mi permetto di suggerirti un piccolo oggettino che a me ha risolto non pochi problemi cercando di leggere testi o libri in inglese.
    Si tratta di un piccolo vocabolario elettronico che sta comodamente in un taschino e che contiene l’intero Ragazzini italiano inglese e viceversa (400.00 lemmi compresi falsi amici e phrasal verbs).

    Il mostriciattolo si chiama “Sharp PW-E320” e se cerchi questa sigla in rete capirai di cosa sto parlando. Niente frasi fatte ovviamente, solo vocabolario, ma molto completo ed utilissimo tutte le volte che non sai cosa significa una parola e non hai a disposizione il librone da un metro cubo di lato.
    Tu sai quanto amo i libri cartacei, ma di questo oggettino mi sono innamorato a prima vista e non so più separarmene. La ricerca è estremamente veloce ( mentre digiti la parola già ti vengono proposte le alternative possibili) e dato l’ingombro irrisorio mi consente di leggere comodamente quello che mi pare (cartaceo ovviamente) dove mi pare e scusa se è poco. In più consuma quasi niente; con una normale stilo va avanti più di 200 ore!

    Altamente consigliato. :)

  11. Non ho ancora digitato la sigla ma credo di aver capito di cosa stai parlando: l’inseparabile ancora di salvezza degli orientali che studiano l’inglese (o l’italiano) :D
    Dopo la non eccessiva spesa per il portatile, appena acquistato, credo di potermi permettere un altro gadget elettronico: macchina fotografica o vocabolario? I will sleep on it :D

  12. hai comperato un portatile? non me n’ero accorta!!!i tuoi scritti familiari sono sempre così misurati..anzi laconici!!!!per esercitarti scrivi a surta in inglese…lei è così brava!!!!!!!

  13. Are you Gay?

  14. What do you gather it from? :D


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