Ma vogliamo finalmente parlare del cibo americano, e soprattutto delle possibilita’, per un sano italiano, di mantenere la sua dieta mediterranea?
Innanzitutto scordatevi il luogo comune secondo il quale all’estero si trova “tutto quello che c’e’ in Italia”. Forse non dovrei generalizzare, quindi date per scontato che sto parlando di Boston e dintorni. Non e’ assolutamente vero, o almeno bisogna fare due precisazioni:
1. si trovano molti cibi a noi noti, ma il sapore non e’ quasi mai lo stesso;
2. alcuni cibi a noi familiari costano un occhio della testa.
Esempi: PANE. Qui si trova ottimo pane, in genere tipo francese, morbido, con semini, cereali e tutto quello che volete, ma scordatevi quel sapore di forno a legna e la corteccia bella abbrustolita. Magari dovete andarvelo a cercare col lanternino, da qualche parte ci sara’, ma a Boston non e’ la norma. Da Star Market si trova una bella pagnotta di cd. “pane italiano” a $1.99, che rimane fresca per 3 o 4 giorni.
PASTA: marche piu’ diffuse sono De Cecco e Barilla. La differenza con l’Italia e’ che da noi la prima costa molto di piu’ della seconda, mentre qui sono equivalenti, percio’ potete comprare De Cecco ($1.49 da Star Market).
VERDURE: questo e’ un capitolo interessante, perche’ ci sono verdure e soprattutto ortaggi e tuberi mai visti; immagino bisognerebbe conoscere delle ricette per poter sfruttare al meglio questo potenziale, ma siccome io non ne ho il tempo mi limito a lattuga e zucchine, carote e patate, che costano molto di piu’ che in Italia o al limite lo stesso. State lontani dall’insalatina mista gia’ imbustata: potete pagare anche $5 dollari per una busta di medie dimensioni.
FORMAGGI E SALUMI: inavvicinabili. Prezzi esorbitanti. Tempo fa lessi casualmente il blog di una tizia in viaggio da queste parti che si lamentava perche’ non poteva comprare la mozzarella a causa del prezzo: ecco, questo e’ esattamente lo spirito con cui NON si deve affrontare il problema alimentare in questo Paese. Si puo’ vivere anche senza mozzarella, e in piu’, visto che si e’ all’estero, la cosa migliore sarebbe provare, sperimentare e curiosare fra le novita’. Ci vuole un po’ per capire come muoversi e raggiungere un buon equilibrio, ma se restate rigidamente ancorati alla pappa di casa vostra siete condannati alla sofferenza!
Esempi: qui vi potete ingozzare di sushi. Costa pochissimo, e’ fresco e si trova ovunque. Nei centri commerciali o altrove ci sono i sushi bar(questo si trova in un centro commerciale di medie dimensioni chiamato Galleria), dove per soli $6 potete godervi questo! Potete anche comprare le medesime confezioni, di vari tipi, nei supermercati.
Altro prodotto tra cui sguazzare alla grande: i succhi. La scelta e’ talmente vasta che potete passare mezz’ora o piu’ soltanto a decidere quale succo comprare. Di solito i contenitori sono enormi (cosi’ come per il latte: qui la bottiglietta da mezzo litro non esiste). Io sono subito approdato ai frutti di bosco (ce ne sono tipologie infinite) e al succo d’uva, che e’ strepitoso, ma potreste passare un anno intero qui senza mai bere lo stesso succo. Nella foto vedete anche biscottini del Vermont al succo di acero e l’immancabile burro di arachidi.
Cereali e frutta secca? Non vi raccapezzerete tanta e’ la varieta’. Cosi’ come per il pane a fette tipo pane-bianco-del-mulino-bianco: ci sono pareti intere di confezioni di ogni tipo e gusto diverso.
Carne e pesce: la carne e’ buona e costa poco (anche solo $4 per una bella bistecca alta 2 dita), e se andate nei negozi di pesce fresco potete comprare un aragosta a $10, scallops (molluschi bianchi tipo mozzarelline che in Italia non esistono, buoni e qui si trovano ovunque), gamberi ecc. a prezzi piu’ o meno bassi. Bisogna sapere dove andare ma quando avete trovato il posto giusto potete farvi scorpacciate di crostacei e molluschi che in Italia costano un occhio della testa (il che compensa ampiamente la rinuncia al formaggio).
I SUPERMERCATI sono impressionanti non tanto per la grandezza quanto per la scelta che presentano. La cosa che mi ha stupito di piu’ e’ il “salad bar”: trattasi di un’isola con tante vasche di ingredienti per l’insalata (chiamiamola cosi’), dai tortellini ai sottaceti al mais ai peperoni alla verdura ai fascioli ecc; si prende un contenitore, si fa il giro dell’isola e si preleva tutto quello che si vuole per l’insalata (che in realta’ e’ un piatto unico). Tutto costa uguale percio’ alla fine si pesa il contenitore.
Vuoi il burro di un qualsiasi frutto secco? Prendi una bustina, la riempi con il frutto (es. pinoli), poi versi il contenuto in un apposito macinino, ed esce in un bicchiere il burro appena fatto.
Alla cassa, un addetto ti sistema la spesa nella busta usando una certa razionalita’ (cose pesanti sotto e cose fragili sopra, la vaschetta di sushi orizzontale, ecc.).
Spesso i commessi che passano ti chiedono se hai bisogno di aiuto: e questo perche’ alla cassa potrebbero chiederti a loro volta se qualche commesso ti ha aiutato; in tal caso tu faresti il suo nome e lui guadagnerebbe punti.
Vedete cosa significa societa’ meritocratica?
Ciao Magister… Il tuo diario di viaggio in continuo aggiornamento è delizioso come sempre… quanto agli scallops, credo siano le capesante, di cui sconoscevo l’esistenza fino a pochi minuti fa… Sono un siculo fallito…
Bye
Franz
Da: Francesco su Maggio 28, 2008
alle 7:35 pm
Io voglio i biscotti al succo d’acero e il burro di pinoli!
Da: diamy su Maggio 29, 2008
alle 9:13 am
No Franz, non sono le capesante! Queste sono tutte bianche avorio, alte come tocchi di pesce spada e la carne e’ della stessa consistenza della cernia o del persico, si tagliano con la forchetta e il tessuto e’ filamentoso. Non avrei mai detto che si trattasse di una conchiglia…
Da: donalduck2008 su Maggio 29, 2008
alle 12:31 pm
How to cook scallops
http://it.youtube.com/watch?v=Grm15ehoYwI
Da: sempronia su Maggio 29, 2008
alle 1:14 pm
Cercherò di scoprire qualcosa in più.
Bacio
Da: Francesco su Maggio 29, 2008
alle 5:17 pm
Ti basta guardare il link della Sherlock Holmes di internet
Si vedono benissimo gli scallops nel video. Purtroppo la mia cucina e’ cosi’ piccola che non mi ci metto a preparare intingoli… e poi il tempo dedicato alla spesa e’ ridotto al minimo
Da: donalduck2008 su Maggio 29, 2008
alle 6:32 pm
Miss Marple, please…
Sono più a mio agio con i ferri da calza che con la pipa
Da: sempronia su Maggio 30, 2008
alle 10:05 am
La traduzione di scallops riportata sul dizionario è “pettine di mare”. Ma di che sanno? Hanno l’aspetto di polpettine di merluzzo….
Da: diamy su Maggio 30, 2008
alle 11:44 am
Confermo che le scallops son le ben note “capesante”…solo che quelle bostoniane (oceaniche) sono ovviamente “più grosse” delle nostrane e le vendono sgusciate…e le cozze “giganti” le hai provate?
Deliziose in zuppa e costano pochissimo!
Mi hai fatto venire fame e…tanta nostalgia! Baci
Da: Anto su Giugno 3, 2008
alle 4:06 pm
Niente cozze giganti at the moment… Ma da Shaw’s a Porter Square c’e’ la vasca delle aragoste!!!
A proposito di lobsters, due giorni fa qui ne hanno bollite qualche centinaio in un solo momento: incendio devastante nella bottega delle aragoste al molo di fronte al Children’s museum.
Da: donalduck2008 su Giugno 3, 2008
alle 9:19 pm
Ok…sarà anche vero che il pesce è buono e fresco, ma se lo vuoi comprare, dove cavolo vai senza dover andare fino a Cape Cod? Voglio dire io non ho trovato un solo mercato di pesce serio in giro per la città ed è un mese e mezzo che la giro…Sai darmi qualche indicazione?
Thanks
Da: Beatrice su Ottobre 3, 2008
alle 1:45 pm
Io veramente il pesce lo compravo al banco del supermercato… dove c’è sempre l’acquario delle aragoste! Cmq se vuoi il “mercato rionale” stile Italia vai a quello che si trovaa Litte Italy (appunto). Downtown Boston dalla parte nord. Non ci sono mai stato quindi non so qual è la fermata della metro né il giorno della settimana (forse tutti i giorni?), cmq chiedi.
Salutami Boston (che invidia…)
Da: donalduck2008 su Ottobre 3, 2008
alle 5:08 pm