Uno dei modi migliori per esplorare il Cape e’ affittare una bicicletta: ci sono miglia e miglia di piste ciclabili lungo le spiagge e i boschi retrostanti.
Se partite da Provincetown,potete percorrere l’intera pista che copre la punta del promontorio. Affittate percio’ una bicicletta, magari da quel bel ragazzo che ha l’officina al 42 di Bradfort St ($18 per 9 ore), montateci su (anche se potrebbe venirvi voglia di saltare addosso al proprietario) e dopo pochi minuti arriverete QUI. E’ una zona paludosa (Long Point Marshes) che diventa asciutta con la bassa marea. Molto suggestivo.
Girate a destra e poco dopo iniziera’ la pista che vi portera’ dapprima lungo Herring Cove Beach, una spiaggia dove finalmente potrete ammirare l’Oceano! Fate sosta per scendere in spiaggia,sentire il profumo del mare e ammirare i gabbiani dalla testa nera, poi riprendete verso Race Point Beach. La pista si inoltra all’interno della Beach Forest; durante il percorso potrete incrociare degli ospiti…
A un certo punto potrete scendere a Race Point o proseguire verso Blackwater Pond, uno specchio d’acqua idilliaco all’interno della boscaglia. Fauna.
Sdraiatevi su questo pontile e godetevi il paesaggio,il silenzio e il canto degli innumerevoli uccelli. Se poi siete lussuriosi come il sottoscritto, mettetevi le cuffiette e ascoltate Reflets dans l’eau di Debussy: non lo diimenticherete.
Riprendendo, arriverete a Great Pond.
Mentre starete tornando verso Herring Cove, incrocierete altri 3 stagni. Ritornate alla palude iniziale e spingetevi piu’ avanti verso una massicciata che divide la palude. Se non siete a pezzi dopo la pedalata (ci sono parecchi saliscendi), fatevela tutta fino alla spiaggia dal lato opposto, dove potrete vedere uno dei tanti fari del Cape. Io ero a pezzi, percio’ il faro l’ho visto dalla nave!
Questa e’ per Olga: cosa ti ricorda??!
A proposito di barche, se tornate a Boston in traghetto verso sera potrete ammirare il magnifico skyline notturno della citta’ (che e’ precisamente quello che vedete nella foto grande in alto, nella homepage).
Emozionante lo spettacolo dei grattacieli illuminati di sera, col vento freddo che soffia attraverso le strade larghe e pulite del porto… ti risucchiano col loro fascino tentacolare e ti illudono come tante chimere.
Sapete cosa mi piace del Magister? La sua innata capacità di commistione di registro linguistico. Riesce a coniugare descrizioni poetiche, quasi da pittore, con pittoresche espressioni triviali di grana assai grossa, degne della sua romanità (seppur acquisita) e di un mentore come De Sica (Christian, naturalmente)…
Da: Major su Maggio 22, 2008
alle 9:36 pm
suggestiva la zona paludosa?e dovevi arrivare fin lì per ammirare uno spettacolo così squallido?bastava andare nella Bassa!..bello spettacolo!cespugli spelacchiati! lo specchio d’acqua idilliaco ce l’ho a due passi da casa mia.villla Pamphili..con ospiti bellissimi,piume colorate e ben pettinate.il pontile? che impressione!!non c’erano coccodrilli lì sotto?Per cercare il silenzio..non potevi rintanarti in un monastero?..ce ne sono di accoglienti in Italia!
Da: cornelia su Maggio 23, 2008
alle 8:07 am
Prendo spunto dal commento di Cornelia per dire che l’importanza di vivere delle esperienze al di fuori del proprio ambito consueto arricchisce sicuramente lo spirito.
Non serve andare a Praga a passeggiare sul Ponte Carlo quando abbiamo il Rialto a Venezia e il Ponte Vecchio a Firenze? Io penso che ricorderò sempre con affetto e nostalgia quel luglio del 1996 quando scoprii Praga.
Probabilmente è più facile essere disposti ad osservare e ad imbeversi di sensazioni quando siamo lontani da casa, consapevoli che probabilmente quelle sensazioni rimarranno uniche, anche se causate da qualcosa di “oggettivamente” meno attraente di quello che abbiamo sempre intorno.
Ma così si dà per scontato che il bello sia oggettivo, mentre le nostre sensazioni sono fortemente condizionate dal contesto.
Pertanto, Magister, attendo con ansia il resoconto della tua visita al Cheers, anche se so per certo che potrei andarmi a bere una birra al pub sotto casa mia, magari pagando meno ed avendo un servizio migliore. Ma bere una birra al bancone del Cheers è impagabile, almeno per me, dal momento che addirittura a Londra, un una spudorata copia del locale, mi sono sentito quasi dentro il telefilm a me tanto caro, con una miriade di pensieri e di stimoli che di certo il pub qua sotto non mi darà mai (ma che potrebbe dare ad un abituale avventore del cheers).
Da: Major su Maggio 23, 2008
alle 12:39 pm
Tu hai fatto l’esempio del ponte di Praga, mio padre direbbe “cosa ci vai a fare a vedere il Grand Canyon quando in Calabria abbiamo le gole dell’Argentino?”. Difficile parlare di cosa sia piu’ bello perche’ appunto si da’ per scontato che il bello sia oggettivo, ma al tempo stesso difficile non farsi questa domanda, e io devo confessare di pormela spesso in questi giorni. Mi sto chiedendo se sia piu’ bello lo skyline dei grattacieli illuminati o la vista di Castel S. Angelo illuminata, se il tipico paesino di mare americano coi suoi colori e le sue casette di legno sia piu’ attraente del tipico paesino italiano medioevale… Troppo facile rispondere che si tratta di due cose diverse ed entrambe belle a loro modo: il nostro innato bisogno di categorizzare, etichettare e qualificare ci impone di dare un giudizio oggettivo.
Comunque ci vuol poco a dire che lo stagno di Villa Pamphili non ha niente a che fare coi laghi del Cape Cod, Cornelia, ne’ quanto a dimensioni ne’ quanto a bellezza ed atmosfera! Cosi’ come la palude, con la marea che sale e scende quasi a vista d’occhio, ma il fatto e’ anche che le foto rendono poco.
Andro’ al Cheers as soon as possible, magari durante questo lungo weekend (lunedi’ qui e’ festa, Memorial Day), ma qualcuno mi ha detto che quello di Beacon St non e’ l’originale… sei sicuro di spedirmi nel posto giusto?
Da: donalduck2008 su Maggio 23, 2008
alle 2:56 pm
http://www.celebrateboston.com/attracts/cheersboston.htm
Che dire, è lo stesso del telefilm!
Da: Major su Maggio 23, 2008
alle 6:32 pm
Concordo col Major, ciò che diversifica i paesaggi sono le emozioni di chi osserva. E poi è anche piacevole restare sbalorditi davanti a uno specchio di mare che evoca quello “impresso nella sua mente non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari”…..
Da: diamy su Maggio 23, 2008
alle 6:51 pm
ma scusate..non ha detto che sarebbe andato lì per imparare l’inglese? e allora? con chi parla col silenzio spelacchiato e con le cornacchie mute? ti raccomando..lo sbalordimento..esprimilo in lingua indigena!!
Da: cornelia su Maggio 24, 2008
alle 11:31 am
mio padre direbbe “cosa ci vai a fare a vedere il Grand Canyon quando in Calabria abbiamo le gole dell’Argentino?”. Sei proprio sicuro che direi così? Sono ancora un giovane vecchio per avere un pensiero moderno! Vai pure a visitare i tanti bei posti del mondo includendo tra questi le gole de Raganello, i monti dell’Orsomarso con la pietra campanara e il fiume Argentino, le valli del Lao, i pini loricati del Pollino(dove andrò fra qualche ora). Non credo che con le bellezze naturali sia possibile fare delle graduatorie sulla loro bellezza. Nella valle dell’argentino o lungo il fiume Lao si avverton o sensazioni diverse, questa è la differenza.
ciao
Da: talao su Maggio 24, 2008
alle 11:06 pm